C’era una gatta

C’era una gatta.

Al mio passaggio in cucina si stendeva sul tappeto

e attendeva.

Così mi chinavo e,

ora dolcemente, ora con più energia,

passavo le unghie dove più

sapevo

le piacesse.

Raramente mi ricompensava con le fusa,

io che avevo sempre sognato che arrivasse

e mi balzasse in grembo,

cercandomi,

al massimo ottenevo che si stendesse sul tappeto

e si beasse dei miei grattini.

E c’era una donna.

Di quando in quando si stendeva

e attendeva.

Così mi avvicinavo

e sfioravo di dita i suoi capezzoli,

di labbra il collo

e affondavo altre mie mani,

ora dolcemente, ora con più energia,

nella fabbrica del piacere.

Il mio premio era un primo orgasmo,

io che avevo sempre sognato che arrivasse

e mi balzasse in grembo,

cercandomi,

al massimo ottenevo che si stendesse sul tappeto

e si beasse dei miei grattini.

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