Benedetto sia

Per il bene che gli Dei dimostraronti,
nei dettagli curando le sagome
che a plasmarti ebbero;
Benedetto sia colui che,
sulle guance le mani posandoti,
avvicinò labbra alle tue.
Benedetta sia la lingua sua
che l’orizzonte delle tue natiche percorse,
non prima di aver solleticato la tua,
a concederti disporti.
Sia nei secoli ammirato colui,
di seni sazio,
che monti e valli ispezionò;
e su quel di Venere indugiò più a lungo,
di orgasmanti momenti ricco dono.
Sia concesso anche a lui,
l’ignaro,
di scoprirsi alla morte pronto
nell’esatto momento in cui,
occhi senza più muri, di total amore gonfi,
sillaberanno “Sei tu!”
e a coglierlo sia disposto.
O s’infranga in mille e mille ancora,
pezzi,
il prodigio di divina bellezza, ‘sì immeritata,
che a metà possedette
mentre in lui, ancora,
è me che cercavi.

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Signor Presidente

Non è vero che non crediamo in niente.
Chiedici se sappiamo chi fu il nostro Presidente.
Del suo gesticolare vivo e della pipa tra le mani.
Del bacio alla bandiera che commosse gli americani.

Di otto fratelli seppelliti troppo presto,
O di Eugenio fucilato e Giuseppe cuore rotto.
Dello strazio a Caporetto o dell’esilio cui l’han costretto.
Stretto tra le spire di un dominio maledetto.

Questa sera ricorda il partigiano.
Questa sera rammenta le Staffette.
Le anime che nei campi son perite.
E di Gandhi rispolvera i valori.

“I giovani devono essere onesti la politica va fatta con le mani pulite
se c’è qualche uomo politico che fa politica per i propri sporchi interessi
deve essere denunciato”.
È per questo che resti il più amato.

“Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale
stanno centinaia di morti della Resistenza.
Quindi la repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi.
… anche dalla corruzione.”

Questa sera ricorda illuministi
Un pensiero ai russi populisti
Le anime che nei campi son perite.
E del Cristo rispolvera i valori.

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Human

C’erano uccelli. Un raduno.
Uccelli che si ritrovano,
che gioiscono,
che paiono danzare in cielo
come se il cielo fosse loro,
come se il cielo fosse per loro.
Aspettavano un segnale,
che il cielo, loro padre, avrebbe dato a breve,
per partire.
Noi che non capiamo cosa significhi,
essere uccelli e padroni del cielo, dico,
noi, lo chiamiamo migrare.
Sopravvivere, direi.
E c’erano uomini che altro non aspettavano
che quel segnale,
che di vederli partire.
Caccia, la chiamano.
Uccidere, direi.

E c’erano altri uomini. Un raduno.
Nessun cielo per loro, solo lo sterminato mare.
Nessuna gioia, nessuna danza.
Migranti, li chiamano.
Sopravvivendi, direi.
E c’erano uomini che altro non aspettavano
che un segnale,
che di saperli partiti.
Naufragio, lo chiamano.
Uccidere. Direi.

(Grazie a Daniele Mattioli – “Human“, il film)

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Pregiudizio e realtà

Ammettiamolo, dai.
La realtà non esiste.

Esiste la MIA realtà, quella che io percepisco dall’alto della mia piccolezza.
Esiste la TUA realtà, quella che tu percepisci dall’alto della tua medesima bassezza.

Ed esiste il pregiudizio, il mio, e il tuo. Ed è quello il filtro maggiore, quello che permette a me di ridere di una battuta e a te di offenderti per la medesima battuta. O, viceversa.

Ammettiamolo, dai.

Siamo esseri talmente piccoli, bassi, insignificanti, da considerarci alti, possenti e intoccabili.

Se intelligenza c’è, accetto lo stato di cose e quando sto per giudicare, faccio l’impossibile perché il filtro sia il più possibile fuori fuoco.

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La catena

Ti ho amata infantilmente (non sai quanto)
Da sbucciarmi le ginocchia arrampicato sul muretto
Non giocavo più a pallone, non studiavo con passione
E se sconfiggevo draghi era spesso anche per te.

Tu crescevi ed eri Dio.
Baciavo un’altra e quel seno immaginavo il tuo.
Fosti la mia prima volta, anche se lontana;
il tuo darti così vero, aperti gli occhi ero solo.

Avessi sciolto la mia rabbia accogliendomi in abbracci
Sarei stato ricompensa per i tuoi piccoli affanni
O sacerdote con unguenti a placare i rimorsi
Ma la vita porta via e mi scopro adulto altrove
Altre storie, altro me, perché il vero “io” è ancora sotto lì da te.

Per gli antichi amici sono “il poeta”.
Ti ho lasciata a valle e ho consumato unghie in salita.
Uno non sa perché sale e a che scopo continuare
Fino a quando in cima non compari un’altra volta tu.

Sei una donna e ora sei Dio.
Io ancora quel bambino mai abbigliato a modo suo.
La rabbia è la stessa, solo un po’ più sottomessa.
“Vita stronza, per favore, riportatela via!”

Le mie mani in ricompensa, gli adoranti occhi cerchi
Ma la vita non è qui, né in vuote stanze a ore
E ti porti addosso il fuoco di occhi cuccioli da amare
E ti strapperesti il cuore combattuto su più fronti

Il nemico/amico annulla ogni timida trincea
La apre e colpisce a morte sogni e altra idea.
Ti lascio la mia schiena e questa solo mia catena.

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La verità

La verità è che non me ne farò nulla dei vostri pianti.
Non sentirò nemmeno i vostri plausi e non vedrò le vostre faccine tristi postate negli anniversari.
Le frasi di circostanza, benché sentite, non mi saranno di nessun conforto.
E’ oggi che sono vivo. E’ ora che combatto le mie battaglie.
E’ adesso che ho scelto di non piegarmi al normale ciclo “ti alzi, lavori, aspetti il sabato, muori”.
E’ ora che se provi qualcosa per me, e ti va di dimostrarlo, io posso beneficiarne.
E’ ora. O mai più.

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Mi scusi?

“Mi scusi, sa dov’è ‘Via Prescrizione’?
sto un po’ impicciato e m’han mandato là.”
“Guardi che funziona proprio male
se ha rubato poco no, gnea fa”.

Ripiombo qua dopo un trentennio appena
Mi guardo in giro e non riconosco più
La mia città sbranata a pranzo e a cena
Ancora c’è Gasparri alla TV!

“Mi scusi, Signor Renzi, la ripresa?
Ammetto trovo singolare che
Un giudice la assolve e fa carriera
E mi tocca mantener la Santanché.”

Gramsci si rivolta nella tomba
Gli hanno usurpato “L’Unità”
Ci scrivono soggetti, che sappiamo
Son lì per una forma di carità.

“Cortocircuito” saran ragazzini
ma loro cercano la verit�
qui dopo Craxi, guarda, c’è Verdini!
Con Faraone, sai, s’accorderà.

Somiglia a Bambi l’angelo dei Boschi
Nello stomaco ha il pelo in quantit�
Se le chiedi conto di qualche porcata
Difende anche la #buonascuola

“Mi scusi, almeno lei Dott. Bersani
delle liberalizzazioni è il papà;
aumenta tutto, anche i sette nani
sono un metro e ottanta, guardi qua!”

non muore più nessuno per natura
ti ammalan per il business della sanit�
se non ti fotte la “Terra dei fuochi”
ci penseranno i fumi dell’ILVA

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