Morirò

Morirò, lo so.

Ma, Dio che spreco!

Tutti i “No!” trasformati in “Sì”,

tutti i “Non posso” diventati “Ce l’ho fatta!”

Dio, che spreco!

Tutto l’amore che ancora m’avanza,

tutto quello che non hanno voluto,

quello di cui non hanno mai saputo.

Tutto quello che sono diventato,

e sono tanta roba,

partendo dal vivere di elemosina

fino a non avere nulla che non puzzasse del mio sudore.

E dei miei calli.

Imparando il valore di ogni cosa.

Soprattutto quelle che non ho mai voluto,

perché,

a quelle,

il valore lo davano altri.

Guarda quanto ce n’ho!

Ne vuoi?

Mille lire in tasca o un milione

Ed esser sempre io.

Nulla di superfluo,

di vento o di grandine,

di sole e arsura,

sempre e comunque,

amico.

Dio che spreco!

Follia e fantasia a iosa,

pescane a mani tese, ‘ché, domani,

rimarrà un involucro in putrescenza.

E io,

tutto ciò che,

con fatica,

sono diventato,

dissolto.

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4 reazioni a Morirò

  1. Daniele ha scritto:

    Ti capisco, credimi.
    Onore, Maestro.

  2. Marika ha scritto:

    No caro Lei! No ed ancora NO!
    Sarai per sempre l’involucro che marcisce solo se ORA ritieni che lo sarai. Riscrivila. Punto.

    • robertomazzuia ha scritto:

      che sta’ a dì?
      me devo fa’ impaglia’? :-)
      l’involucro marcisce, punto. ciò che sei stato, al massimo, in piccola parte sopravvive nella memoria di alcuni.
      altro, non c’è. 😉

  3. giovanotta ha scritto:

    ma oltre a cantare e suonare, hai mai pensato di pubblicare un libro libretto tutto tuo? così per dire
    un saluto redivivo non ancora involucrato

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