La canzone di Papo (Bambino per sempre)

Ciuccia il calzino, in fondo ho vinto io

Ho spremuto il meglio, sempre a modo mio

Non ho fatto in tempo a disilludermi

La vita mi ha spento la vita,

ma i sogni mai

[non come a voi]

Bambino per sempre

Seconda stella a destra, poi dritto è casa mia

Irriverente folletto, eterno Peter Pan

Io, Bambino per sempre

Non mi avranno rughe, Uncino o falsi eroi

capelli bianchi, amori vuoti,

ma se genio vuoi

Ti ho lasciato il segno, per prenderla com’è

e sfottere l’inutile per meglio vivere.

Bambino per sempre

(se vuoi sapere di più su Papo, visita il sito a lui dedicato >>>)

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La catena

Ti ho amata infantilmente (non sai quanto)
Da sbucciarmi le ginocchia arrampicato sul muretto
Non giocavo più a pallone, non studiavo con passione
E se sconfiggevo draghi era spesso anche per te.

Tu crescevi ed eri Dio.
Baciavo un’altra e quel seno immaginavo il tuo.
Fosti la mia prima volta, anche se lontana;
il tuo darti così vero, aperti gli occhi ero solo.

Avessi sciolto la mia rabbia accogliendomi in abbracci
Sarei stato ricompensa per i tuoi piccoli affanni
O sacerdote con unguenti a placare i rimorsi
Ma la vita porta via e mi scopro adulto altrove
Altre storie, altro me, perché il vero “io” è ancora sotto lì da te.

Per gli antichi amici sono “il poeta”.
Ti ho lasciata a valle e ho consumato unghie in salita.
Uno non sa perché sale e a che scopo continuare
Fino a quando in cima non compari un’altra volta tu.

Sei una donna e ora sei Dio.
Io ancora quel bambino mai abbigliato a modo suo.
La rabbia è la stessa, solo un po’ più sottomessa.
“Vita stronza, per favore, riportatela via!”

Le mie mani in ricompensa, gli adoranti occhi cerchi
Ma la vita non è qui, né in vuote stanze a ore
E ti porti addosso il fuoco di occhi cuccioli da amare
E ti strapperesti il cuore combattuto su più fronti

Il nemico/amico annulla ogni timida trincea
La apre e colpisce a morte sogni e altra idea.
Ti lascio la mia schiena e questa solo mia catena.

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Un segno di bene

Se trovi che importante in questa vita
Sia di averla usata bene
Non importa quanto sia durata

Se trovi che importante in questa vita
Sia di averla spesa insieme
Per lasciare un segno di bene

Se un occhio di riguardo lo hai per chi
Non ha mai avuto le tue opportunita’
Se almeno qualche volta hai detto sì
A chi per ricambiare niente ha

Se trovi che ognuno sia un mattone
Di un’enorme costruzione
Ognuno fondamentale

Se credi che le divisioni
Sian funzionali a chi vuole imperare
E la nostra dignità affondare

Se senti contro il viso lo schiaffo che
Colpisce un altro come fosse te
Se la parola fratellanza ha
Un senso vero senza falsità

Se trovi che importante in questa vita
Sia di averla usata bene
Non importa quanto sia durata

Se trovi che importante in questa vita
Sia di averla spesa insieme
Per lasciare un segno di bene

Tu sei come me

(in musica, presto)

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(Stato) Dove ti xe?

Un abbraccio agli amici della Riviera del Brenta, colpita l’8 luglio scorso da un tornado F4.
Evento senza precedenti, ci auguriamo senza successori.

Forse no ti lo sa
Ma qua Dio el xe ga davero dedic
Disegnando le mejo anse
Dai piangenti salici basae co la lengua

Ma no xe bast
Omini de ingegno e de pasion ga regal
Diamanti e prexiosi
In sti bracialeti incastonai
Che co ti disi “Riviera” xe solo qua

Dove ti geri,
Quando le fie scampava?
Dove ti geri?
E dove ti xe?
Qua xe già tuto sta desmentegà.

E dove ti xe?
No semo miga Stato anca qua?

“Serenissima”
ghe xe vossui i francesi e dopo ‘i austriaci par mandar
quasi tuto in rovina, ma qua no’ semo de poina
e el so splendor xe ‘ncora tuto quanto qua.

L’8 luglio el xe ricordar
‘na paura sconosua s’ha pales
sparii politici e giornalisti,
residenti e neri cristi
pala in man e fadigar.

Dove ti geri,
Quando le mame urlava?
Dove ti geri?
E dove ti xe?
Qua xe già tuto sta desmentegà.

Dove ti geri,
co’ la natura xe incassava?
Dove ti geri?
E dove ti xe?
No semo miga Stato anca qua?

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Cuore esposto

Un cuore esposto senza remore
né filtri ai soli che di qua
passavano ammalianti e umili
“Di raggi mi rivestiranno”

ma ad ogni notte che lasciavano
il cuore inaridiva un po’
se per malizia o solo limiti
“Tristezza e solchi fondi ho”

dimmi che non senti gli altri raggi su di te
né barbari urlanti calpestarti quali re
dimmi che se un seme scivolasse su di te
presto morirebbe lì da solo come te

una nuvola di pioggia carica
s’innamorò di te
convinta di poterti sciogliere
di terre troppo arse non ce n’è

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Ho perso le persone

Ho perso le persone perché sono un coglione
Se voglio far lo stronzo mi riesce proprio bene.
Ho perso le persone perché ci vuole fiuto
A parlare quando è l’ora e non restare muto.
È così.

Ho perso le persone, magari minoranza,
perché a quanto pare non ero mai abbastanza.
Fuggite sono alcune perché le mie emozioni
S’intrecciano talvolta con l’io nei pantaloni.

Ho perso le persone perché non han gradito
Che le gabbie dorate avrei rifuggito.
Le ho perse anche quando non era il momento
E per il loro addio, non ero ancora pronto
È così.

Tornate sono alcune, ma sempre troppo tardi
Perché ormai stavan bene negli album dei ricordi.
Ho perso le persone perché tu puoi sbagliare
Ma non è affatto detto ti voglian perdonare.

Ne ho perse molto meno di quello che pensate
Perché son tutte qui quelle veramente amate.
Ne ho perse però alcune, straordinari sogni
Perché il momento giusto non c’è se ne abbisogni
È così.

Ma tu, no
Tu, no.
Di lasciarti andare, proprio non si può.
Non conta se il respiro ti han tolto, o l’han fottuto
Tu rimarrai il solo, che abbia mai avuto.
E non fu di natura soltanto un incidente
Che giaccia in una tomba, non me ne frega niente

(a Luca

in musica, presto)

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Metti la freccia e vai

Non ho capito
perché dovrei piangere?
Esco sconfitto
un’altra lezione per me.

Un altro bivio
è solo una variabile.
La vita mi dice
“Tu, metti la freccia e vai
e non voltarti”

Mastico rabbia
o gelosia non lo so.
Ci saranno altre mani
le mie oramai proprio no.

Mollo la presa
ti indovino spiegare di me
strappo i pensieri.
“Tu, metti la freccia e vai
e non voltarti”

Destinazione sorriso
rifare la pace con me
ridisegnando il mio mondo
che ho perso inseguendo te.

Mi terrò il buono
sono bravo a farlo lo sai
e ho tanta strada.
“Metti la freccia e vai
e non voltarti”

(on music soon)

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Il bacio della buonanotte – Testo su musica per tenore

Potresti dirmi che io sto
Un po’ troppo perso in cose mie.
Che non sorrido quasi mai
Ho gli occhi seri e se fai guai
A redarguirti pronto sto.

Ma le cose che non sai
Son che un minuto in cui
Tu non sia il centro non l’ho mai
Che vorrei salvarti da
Ogni passo falso o via
Che dolore porterà a te.

Ascolta il bacio prima di dormir
Che non do mai senz’anima
E prendi quest’amore solido
Totale e limpido com’ebbi mai.

Ascolta le mie labbra su di te
Registrale dentro il tuo cuor
È il dono che noi figli poi perdiam
Ma a nostra volta un dì regalerem.

Che son severo io lo so
Ma sappi che orgoglioso son
Di ogni cosa che tu fai
Di ogni gesto eseguirai
Che il tuo sorriso riempie il cuor.

Sto imparando, come te.
Cosa esser padre sia
Non ho avuto scuola, sai.
Negli scherzi in cui indulgiam
C’è la volontà anche mia
Di riempire casa di allegria.

Ascolta il bacio prima di dormir
Ti poso qui la mia anima
E prendi quest’amore solido
Totale e limpido com’ebbi mai.

Buonanotte, piccolo mio
Nel bacio che ti pongo ruvido
Sulla tua guancia c’è l’amore mio.
Tutto il mio.

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Non ho finito con te – Escape from the cage

Vivo in una giungla
A due metri da te
Chiusa nel tuo niente
Dove il niente è per me.

Sospeso in una bolla
Disponibile
Voglio un “dentro o fuori”
E voglio spazi veri.

Non è difficile
Da comprendere
Questo spazio tra noi
È incolmabile.

Non ho finito con te
Tutto ciò che hai da dire
Vale zero per me
Conta il mio sentire.

Non ho finito con te
Ti avrei potuto insegnare
Che chi è accanto a te
Di te non ha meno valore.

Non ho finito con te
Si cammina in due.
Se ti accontento non è
Perché son schiavo, ma è amore.

Non so che farne di te
Topa in giro ne trovo.
Ma hai sbagliato perché
“Gioia!” Io sono un uomo.

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