La canzone di Papo (Bambino per sempre)

Ciuccia il calzino, in fondo ho vinto io

Ho spremuto il meglio, sempre a modo mio

Non ho fatto in tempo a disilludermi

La vita mi ha spento la vita,

ma i sogni mai

[non come a voi]

Bambino per sempre

Seconda stella a destra, poi dritto è casa mia

Irriverente folletto, eterno Peter Pan

Io, Bambino per sempre

Non mi avranno rughe, Uncino o falsi eroi

capelli bianchi, amori vuoti,

ma se genio vuoi

Ti ho lasciato il segno, per prenderla com’è

e sfottere l’inutile per meglio vivere.

Bambino per sempre

(se vuoi sapere di più su Papo, visita il sito a lui dedicato >>>)

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Signor Presidente

Non è vero che non crediamo in niente.
Chiedici se sappiamo chi fu il nostro Presidente.
Del suo gesticolare vivo e della pipa tra le mani.
Del bacio alla bandiera che commosse gli americani.

Di otto fratelli seppelliti troppo presto,
O di Eugenio fucilato e Giuseppe cuore rotto.
Dello strazio a Caporetto o dell’esilio cui l’han costretto.
Stretto tra le spire di un dominio maledetto.

Questa sera ricorda il partigiano.
Questa sera rammenta le Staffette.
Le anime che nei campi son perite.
E di Gandhi rispolvera i valori.

“I giovani devono essere onesti la politica va fatta con le mani pulite
se c’è qualche uomo politico che fa politica per i propri sporchi interessi
deve essere denunciato”.
È per questo che resti il più amato.

“Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale
stanno centinaia di morti della Resistenza.
Quindi la repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi.
… anche dalla corruzione.”

Questa sera ricorda illuministi
Un pensiero ai russi populisti
Le anime che nei campi son perite.
E del Cristo rispolvera i valori.

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(Stato) Dove ti xe?

Un abbraccio agli amici della Riviera del Brenta, colpita l’8 luglio scorso da un tornado F4.
Evento senza precedenti, ci auguriamo senza successori.

Forse no ti lo sa
Ma qua Dio el xe ga davero dedic
Disegnando le mejo anse
Dai piangenti salici basae co la lengua

Ma no xe bast
Omini de ingegno e de pasion ga regal
Diamanti e prexiosi
In sti bracialeti incastonai
Che co ti disi “Riviera” xe solo qua

Dove ti geri,
Quando le fie scampava?
Dove ti geri?
E dove ti xe?
Qua xe già tuto sta desmentegà.

E dove ti xe?
No semo miga Stato anca qua?

“Serenissima”
ghe xe vossui i francesi e dopo ‘i austriaci par mandar
quasi tuto in rovina, ma qua no’ semo de poina
e el so splendor xe ‘ncora tuto quanto qua.

L’8 luglio el xe ricordar
‘na paura sconosua s’ha pales
sparii politici e giornalisti,
residenti e neri cristi
pala in man e fadigar.

Dove ti geri,
Quando le mame urlava?
Dove ti geri?
E dove ti xe?
Qua xe già tuto sta desmentegà.

Dove ti geri,
co’ la natura xe incassava?
Dove ti geri?
E dove ti xe?
No semo miga Stato anca qua?

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Fuggi dalla gabbia

FUGGI DALLA GABBIA
Io vi ho visti, liberati da ogni oppressione.
Dal “sarò abbastanza bello?” e dal “saranno fighi i miei vestiti?”.
FUGGI DALLA GABBIA
Vi ho visti senza paranoie, liberi dal “mi fraintenderanno?”.
Vi ho sentiti, nessuna preoccupazione stile “sarò abbastanza intonato?”
FUGGI DALLA GABBIA
La gabbia sei tu e le sbarre hanno la forma delle tue paure.
Le sagomi con sembianze umane, quelle del tuo vicino di posto, dal quale desideri provenga approvazione.
E poi arriva Lei.
La musica ti prende per mano, ti fa alzare gli occhi al palco.
Ti distrae da te e ti concentra su ciò che avviene, su ciò da cui ti lasci coinvolgere, volontariamente.
Non pensi più alle tue scarpe, che non vedi. Al tuo odore che si mischia con altri odori.
La voce si miscela ad altre voci, in una voce sola, magica, universale, per quanto quel luogo in quel momento sia l’intero universo.
Il lavoro della parrucchiera viene sconvolto, che le cose belle della vita spettinano, e non ti importa più.
FUGGI DALLA GABBIA
Che le vie d’uscita ci sono e, mentre ero su quel palco, almeno una te l’ho indicata.

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Only one day

sexy butterfly

Here I am.
I had my own hands.
And feet that wanted go back home.

Here I am.
Like a small grub
Dreaming my self as butterfly
At all.

Here I am.
Waiting for my time
And my time in the end was you.

Look at me.
I grew up.
But I have too little time, stop here.
That’s all.

Only one day.
You’ve been given only one day to live me fully,
little bug

Only one day.
Who knows if can be enough, but why not?
What else would you do, today?

Don’t leave me alone.
Let give me a chance.
I have fragile wings just like you now.

Don’t leave me alone.
Let give me a chance.
There are many flights born just for us.

(trad.
Eccomi.
Avevo le mie mani
E piedi che volevano tornare a casa.

Eccomi.
Come una larva
Sognandomi farfalla.
Punto.

Eccomi.
Aspettavo il mio tempo
E il mio tempo in fine eri tu.

Guardami.
Sono cresciuto.
Ma ho poco tempo, fermati qui.
E’ quanto.

Solo un giorno.
Ti è stato dato solo un giorno per vivermi compiutamente,
piccolo insetto.

Solo un giorno.
Non è detto che basterà, ma perché no?
Cos’altro puoi avere da fare oggi?

Non lasciarmi solo.
Dammi una possibilità.
Ho ali fragili come le tue adesso.

Non lasciarmi solo.
Dammi una possibilità.
Ci sono molti voli nati apposta per noi.

In musica, presto qui)

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Escape from the cage (Paranoid)

Escape from the cage

Mamma lo sapeva che non sarei stato dentro al box.
Ora tu mi vuoi rinchiuso in una vita che non è mia.

Se ho le ali non è certo per restare in una stia.
Che fuggire è prender tempo per tornare e vincere.

Puoi capirmi?
Vado a vivere.
Oh yeah.

Lì fuori ci sono centinaia di percorsi ed io
Li percorrerò ad uno ad uno e sempre a modo mio.

Farmi male o sbagliare è il modo per sentirmi il re
Di quest’angolo di tempo che mi han concesso ed è per me.

Salgo su di un palco a fare ciò che non puoi fare tu
Se la vita è una gabbia la via d’uscita è musica.

(in musica qui)

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Siamo tutti soli

“Siamo tutti soli nel momento in cui all’altro un sorriso rifiutiamo”…

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Non è la mia più positiva. Nemmeno la mia più incazzata, per la verità.
E’ un viaggio in tutte, o parecchie, delle solitudini che si sperimentano quando ci sono altri con noi. Le più dure…
E ancora, il riscoprire che non si è soli quando altri non ci danno, ma quando noi neghiamo ciò che possiamo…

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